L’ultima trovata tecnica di Maranello continua a far discutere nel paddock, tra curiosità, perplessità e ammirazione mista a timore da parte degli avversari. L’ala posteriore rotante provata dalla Ferrari è diventata uno degli argomenti più caldi del weekend, soprattutto per i potenziali vantaggi sul dritto e per l’impatto che potrebbe avere sul bilanciamento complessivo della vettura. Non si tratta di un semplice aggiornamento aerodinamico, ma di una soluzione che tocca i principi stessi di gestione del drag e del carico, con effetti che cambiano a seconda delle fasi di guida. Nel paddock c’è chi parla di intuizione brillante e chi, invece, invita alla prudenza, ricordando quanto sia sottile il confine tra guadagno prestazionale e instabilità complessiva della monoposto.

Intervenendo su Sky Sports Italia, Matteo Bobbi ha ridimensionato l’entusiasmo sui numeri circolati. “Otto chilometri orari di vantaggio sono una cifra che fa impressione e, facendo due conti, equivale a una crescita percentuale davvero rilevante. Numeri così vanno sempre presi con cautela. In questo momento Charles Leclerc sta continuando a girare con l’ala tradizionale, mentre quella portata nei box ieri resta un’idea intrigante da valutare con calma”. L’ex pilota ha poi sottolineato come l’interesse degli avversari sia concreto: “Le altre squadre ci hanno fatto capire che stanno già analizzando la soluzione al simulatore. Metterla su pista e farla rendere davvero è tutta un’altra storia: studiarla al computer è semplice, trasformarla in prestazione reale molto meno”.

Il cuore del progetto sta nel principio di stallo aerodinamico generato dalla rotazione estrema dell’ala, capace di lavorare in assetto “rovesciato” rispetto alla configurazione standard. Secondo Bobbi, “quando l’ala entra nella fase di rotazione crea effetti interessanti: in chiusura aiuta la vettura nelle fasi di frenata aumentando il drag, mentre in apertura, durante l’accelerazione, cambia di nuovo il comportamento e modifica la resistenza all’avanzamento”.

Aerodinamica estrema e gestione del drag è il filo conduttore di una soluzione che promette benefici, ma che porta con sé anche rischi di bilanciamento nelle fasi più delicate del giro. Ferrari aggressiva come non mai sul fronte tecnico è il messaggio che filtra anche dal fronte avversario: nel paddock si racconta di una certa sorpresa, soprattutto in casa Red Bull, di fronte alla scelta di spingersi così oltre in aree tradizionalmente conservative dello sviluppo. Una mossa che potrebbe cambiare le gerarchie, ma che dovrà dimostrare di reggere alla prova della gara, quando affidabilità e coerenza di rendimento contano quanto il picco di velocità sul rettilineo.

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Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 08:20
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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