La seconda sessione di test invernali in Bahrain si sta rivelando un vero e proprio calvario per l'Aston Martin. Dopo gli stop in pista e i problemi di affidabilità che hanno tormentato Fernando Alonso, anche Lance Stroll non usa giri di parole per descrivere la complessa situazione tecnica che la scuderia di Silverstone sta affrontando con l'alba del nuovo regolamento della Formula 1.

Il nodo Power Unit: "Honda deve darci di più"

Intervenuto in sala stampa, il pilota canadese ha fatto una disamina cruda e realistica delle carenze della vettura. Il dito è puntato in primo luogo sul nuovo partner motoristico. "Siamo pienamente consapevoli di trovarci in una fase in cui dobbiamo ancora decifrare il comportamento della nostra monoposto", ha ammesso Stroll ai giornalisti. "Stiamo analizzando svariati parametri per tentare di estrarre quella performance che al momento latita. La diagnosi, però, è piuttosto chiara: ci serve urgentemente maggiore spinta dal propulsore nipponico. Ci manca potenza pura sui rettilinei, è un dato di fatto".

Tuttavia, il canadese non vuole scaricare tutte le colpe solo sul motore: "Non è esclusivamente una questione di cavalli, dobbiamo far progredire parallelamente l'intero telaio. È l'incastro di queste due componenti che attualmente ci penalizza gravemente".

La paura di un gap incolmabile

Quando gli è stato chiesto se i difetti della AMR26 siano semplici "dolori di crescita" risolvibili o difetti congeniti del DNA progettuale, Stroll ha mostrato un cauto ottimismo, subito frenato dal realismo cronometrico. "Sono convinto che i margini per far evolvere questa macchina ci siano e abbiamo in cantiere diverse soluzioni interessanti", ha spiegato.

"Il mio timore reale, però, è che il divario da colmare rispetto ai primi sia gigantesco, una montagna troppo alta da scalare nel breve termine. Non risolveremo tutto magicamente per la prima gara. Fortunatamente il calendario prevede ben ventiquattro appuntamenti, quindi il nostro scopo sarà quello di recuperare decimi preziosi gara dopo gara, limando lo svantaggio passo dopo passo. L'obiettivo primario è incrementare l'efficienza globale del pacchetto, sia aerodinamico che motoristico, e poi trarre le somme".

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 14:43
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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