Il grande mistero tecnico della prima giornata di test in Bahrain porta la firma di Maranello. Dopo averla vista sfrecciare al mattino sulla SF-26 di Lewis Hamilton, nel pomeriggio la Ferrari ha rimontato la configurazione posteriore classica. A fare luce sui segreti di questa soluzione estrema è intervenuto Matteo Bobbi ai microfoni di Sky Sport F1, svelando non solo il funzionamento meccanico, ma anche i retroscena politici e le reazioni dei rivali nel paddock.

Il design e il test lampo

L'esperto ha confermato che l'utilizzo limitato dell'elemento era ampiamente previsto dai piani di lavoro della Scuderia. "La versione sperimentale è stata montata solo per un massimo di cinque giri, giusto il tempo di verificarne il funzionamento dinamico in pista", ha spiegato Bobbi. "A livello visivo la si riconosce immediatamente, e non solo per il movimento: manca l'attuatore centrale, che è stato spostato e sdoppiato direttamente sulle due paratie laterali".

Il buco normativo del 2026: perché è legale

Il vero colpo di genio degli ingegneri del Cavallino risiede però nell'interpretazione del nuovo regolamento della Formula 1. L'obiettivo, come confermato dalle analisi, è generare uno stallo parziale per abbattere il drag in rettilineo. Ma come fa a essere legale una rotazione così estrema?

"Il trucco sta nelle pieghe del testo scritto dalla Federazione", ha chiarito l'opinionista. "Fino alla passata stagione, le dimensioni dell'ala dovevano rimanere nei limiti anche durante tutto l'arco del movimento. Quest'anno, invece, la normativa impone il rispetto delle misure soltanto nelle posizioni statiche di massima apertura e totale chiusura. Tutto quello che succede in mezzo, nella fase transitoria di rotazione dove i profili sbordano oltre le paratie, si trova in una zona grigia non vietata dal regolamento".

La reazione Red Bull e le velocità di punta

Bobbi ha poi rivelato un interessante retroscena nato da una chiacchierata in pit-lane con Giampiero Lambiase, storico ingegnere di pista della Red Bull. "Ho sondato il terreno con la concorrenza e tutti ritengono la soluzione della Ferrari estremamente affascinante. Mi hanno confidato che già a partire da domani mattina inseriranno questo esatto concetto nei loro sistemi CFD per studiarlo al computer. I software fluidodinamici permettono reazioni velocissime in fase di calcolo".

Infine, un commento sui presunti vantaggi cronometrici che stanno infiammando le discussioni tra gli addetti ai lavori: "Circolano voci di un incremento di otto o dieci chilometri orari in fondo al dritto. Onestamente reputo questo numero un po' eccessivo, considerando le medie già altissime, ma è indubbio che l'abbattimento della resistenza all'avanzamento, specialmente nella dinamica di chiusura del flap, garantisca un beneficio prestazionale concreto".

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 13:50
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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