Il paddock di Formula 1 si è acceso attorno al tema più sensibile del prossimo ciclo tecnico: la gestione della potenza nelle power unit 2026. Le parole di :James Vowles} hanno riaperto una discussione che cova da mesi nei corridoi dei team e nelle stanze della politica tecnica. In mezzo c’è la strategia di Red Bull, accusata di “giocare” con l’erogazione per orientare il tavolo delle regole. Uno scenario che promette scosse profonde anche per chi, come ferrari f1, osserva con attenzione ogni mossa degli avversari in vista del nuovo regolamento.

La strategia Red Bull e il nodo della potenza elettrica

Secondo il team principal della Williams, James Vowles, la scelta di “abbassare i giri” mediatici sul fronte prestazionale non sarebbe casuale. In privato, il messaggio sarebbe diverso: “Ci stanno spingendo a credere che l’energia elettrica non regga l’intero carico di gara, ma i numeri che circolano nei briefing raccontano altro. Così si condiziona la direzione delle regole”. Il punto caldo è la ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico: Red Bull teme che, su tracciati a lungo full-throttle, il recupero non basti. Da qui la pressione per rivedere i parametri di deployment. Nel frattempo, i rivali studiano i dati e tengono le carte coperte: chi ha già una base solida sulle batterie spinge per non toccare nulla, chi è in ritardo chiede finestre di flessibilità regolamentare.

Il tavolo politico tra team e FIA verso il 2026

Il confronto non è solo tecnico, è politico. La FIA e i costruttori devono garantire gare combattute senza snaturare la filosofia del 2026, pensata per rendere le monoposto più efficienti e meno dipendenti dal carburante. Vowles ha chiarito il clima teso con un altro passaggio diretto: “Se si continua a raccontare che l’ibrido non è sostenibile, qualcuno finirà per riscrivere le soglie di utilizzo. E a quel punto non parliamo più di equilibrio sportivo, ma di vantaggi negoziati”. In mezzo c’è l’interesse di chi guarda già al mercato piloti e agli sviluppi telaistici: Charles Leclerc e gli altri top driver sanno che la qualità dell’erogazione farà la differenza nei duelli ruota a ruota. La sensazione nel paddock è che il 2026 non si giochi solo in galleria del vento, ma soprattutto nelle riunioni tecniche che contano.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 10:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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