Un evento promozionale che doveva essere una passerella si è trasformato in un’immagine spettacolare, e non nel senso sportivo. Durante un’esibizione a San Francisco, Yuki Tsunoda è tornato davanti ai riflettori per la prima volta dopo la sua uscita di scena dal volante in f1 alla fine del 2025, ma l’attenzione è stata rapita da un imprevisto ben più drammatico della sua guida. L’auto ha preso fuoco durante la dimostrazione, costringendo il pilota giapponese a scendere di corsa e allontanarsi dal mezzo avvolto dalle fiamme. L’episodio ha subito fatto il giro del paddock e dei social, riportando sotto i riflettori una figura che tra promozioni e retrocessioni ha vissuto un periodo turbolento con Red Bull

Un ritorno atteso ma segnato dall’imprevisto

La presenza di Tsunoda a questo evento non era casuale: dopo la fine del suo rapporto da pilota titolare con Red Bull per il 2026, il giapponese era stato confermato come test e riserva driver, con l’intento di restare nel giro e lavorare per una possibile nuova chance in pista. La dimostrazione a San Francisco era quindi l’occasione per riallacciare il filo con i tifosi e mostrare la RB in un contesto diverso dalle gare ufficiali. Tuttavia, il fuoco che ha avvolto la vettura ha trasformato l’evento in un’immagine potente e simbolica, capace di riaprire dibattiti sulla sua attuale condizione e sul futuro in F1. Alcuni nel paddock ricordano le difficoltà recenti di Tsunoda, tra prestazioni sotto i riflettori e la dura competizione interna al programma Red Bull, con Max Verstappen ancora saldamente al vertice e la sua strada verso un posto da titolare sempre incerta. 

Tra critiche, prospettive e il futuro del pilota

L’episodio ha suscitato reazioni contrastanti. Per alcuni appassionati e commentatori, l’incendio simboleggia la pressione costante e l’incertezza che circondano il ruolo di Tsunoda in Formula 1, tra voglia di riscatto e un presente da “seconda scelta”. Altri sottolineano come situazioni simili in eventi promozionali non riflettano necessariamente la reale affidabilità tecnica delle monoposto, ma piuttosto il rischio intrinseco di portare al limite macchine e motori anche fuori dal contesto competitivo. Nel frattempo, Tsunoda continua a lavorare dietro le quinte con il team, con l’obiettivo di trasformare una stagione difficile in un’opportunità per ritornare competitivo e ottenere una nuova possibilità in griglia.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 10:39
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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