L’atmosfera nel paddock di Sakhir non è più quella dei giorni più cupi dell’inverno. Dopo una stagione di rincorsa e promesse a metà, i primi riscontri in pista hanno riacceso un cauto entusiasmo attorno alla McLaren. Il team di Woking ha chiuso i test con sensazioni migliori rispetto alle attese della vigilia, tra long run più consistenti e un bilanciamento che finalmente non sembra un compromesso continuo. Al centro delle attenzioni c’è Oscar Piastri, che ha parlato di segnali concreti di crescita, pur senza alzare troppo l’asticella delle aspettative.

McLaren ritrova fiducia nei long run

La MCL38 non ha fatto gridare al miracolo sul giro secco, ma nei programmi di simulazione gara ha mostrato una stabilità che nei mesi scorsi era mancata. In fabbrica si lavora su una base che finalmente consente di sviluppare senza dover rincorrere emergenze continue. Dal box filtra la sensazione che il pacchetto aerodinamico sia più coerente con le richieste dei piloti, meno nervoso in inserimento e più prevedibile in uscita di curva. È lo stesso Oscar Piastri ha lasciato intendere che il clima interno è cambiato, spiegando che la squadra sente di poter costruire da qui in avanti senza l’ansia di tappare falle a ogni weekend", parole che raccontano una fiducia prudente ma reale. Nel confronto interno con Lando Norris i dati sui long run hanno evidenziato un passo simile, segnale che il progetto sta iniziando a parlare una lingua chiara ai piloti.

Il confronto con Ferrari e il metro della realtà

Il cronometro, si sa, nei test va sempre letto con le pinze. Eppure il paddock osserva: la McLaren sembra aver accorciato il distacco dalle prime, mentre la Ferrari continua a essere un riferimento per consistenza di passo. A Woking non parlano di podi imminenti, ma di una base su cui innestare aggiornamenti mirati già nelle prime tappe del calendario. In privato qualcuno ammette che l’obiettivo realistico è restare agganciati al gruppo di testa senza le oscillazioni di rendimento viste nel 2024. Il giovane australiano ha fatto capire che la squadra non si illude di aver colmato il divario in un inverno, ma percepisce una direzione finalmente sensata, con un pacchetto che risponde meglio agli input dei piloti.  La sensazione è che il Bahrain abbia restituito una McLaren meno fragile mentalmente prima ancora che tecnicamente.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 12:45
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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