Il paddock della f1 è già proiettato verso il futuro, ma dietro i tecnicismi dei nuovi motori si cela una battaglia generazionale senza precedenti. Will Buxton, volto noto e voce autorevole del circus, ha sollevato un velo su una questione che agita i sogni dei grandi veterani. Secondo il giornalista britannico, il cambio regolamentare del 2026 non sarà solo una sfida ingegneristica, ma il vero spartiacque per le carriere di leggende come Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Le vetture attuali, nate con la rivoluzione del 2022, sembrano aver tolto brillantezza a chi ha dominato l'era precedente, costringendo i "senatori" a una rincorsa innaturale contro una nuova guardia che interpreta meglio queste monoposto pesanti e rigide.

Il declino dei veterani: colpa dello stile di guida

L'analisi di Buxton è spietata nel sottolineare come le regole introdotte negli ultimi anni abbiano penalizzato una specifica classe di piloti. "I regolamenti che abbiamo visto ultimamente non hanno favorito affatto i piloti di una certa epoca. Se osserviamo Hamilton o Alonso, ma anche profili come Perez, Bottas o lo stesso Ricciardo, notiamo che appartengono tutti a una generazione che ha fatto fatica ad adattarsi a questo nuovo modo di correre" ha spiegato l'esperto, evidenziando come la f1 news più amara degli ultimi anni sia stata proprio l'eclissi di alcuni talenti cristallini. "Per qualcuno come Daniel questa difficoltà ha segnato il capolinea, mentre per Checo ha causato danni quasi irreversibili alla reputazione. È logico che ora Lewis e Fernando stiano alzando la voce: sperano con tutto il cuore che le auto del 2026, più leggere e agili, tornino a premiare le loro qualità naturali" ha aggiunto Buxton, mettendo in luce la frustrazione di chi vuole tornare a sentirsi padrone del mezzo meccanico.

2026: il ritorno del Re o il viale del tramonto?

La scommessa per il futuro è altissima, specialmente per chi, come Hamilton, si appresta a vestire i colori della ferrari f1 con l'ambizione di un ottavo sigillo. Buxton difende a spada tratta il valore dei campioni, spostando l'attenzione dall'anagrafe alla tecnica. "Dobbiamo essere chiari: Lewis non ha smesso improvvisamente di saper guidare tra il 2021 e il 2022. Quello che è cambiato drasticamente è stata la vettura, non il pilota dietro il volante" ha sottolineato con forza, analizzando la parabola della f1 formula 1 moderna. "Il punto focale è capire se queste nuove macchine sapranno restituirci quella versione di Hamilton capace di vincere sette titoli mondiali. Se così non fosse, dovremmo chiederci se la fine del suo ciclo è iniziata nel 2022 o se accadrà tra due anni. Sarà un passaggio cruciale per la storia di questo sport". Nella f1 oggi, dove il simulatore domina la scena, il ritorno a un'auto più "umana" potrebbe essere l'ultima grande occasione per vedere i miti del passato brillare ancora una volta sotto le luci dei riflettori.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 18:18
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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