Sei pole, due vittorie e terzo posto in classifica mondiale per Charles Leclerc. Non male lo score del monegasco nel suo primo anno in Ferrari, ma vuole di più, lo si capisce dai furenti team radio che sciorina quando subisce quelle che a lui sembrano ingisutizie. A Motorsport.com, Leclerc confessa tutti i suoi pensieri, i suoi obiettivi e le sue riflessioni della sua giovane carriera e della stagione in corso: "Sono in un periodo molto bello della mia carriera. Vita cambiata? Non poco. Dal punto di vista personale la mia vita è cambiata da quando sono diventato pilota Ferrari ed è stato un cambiamento notevole. Ma, soprattutto, dopo aver vinto in F1, la gente mi ha visto sul podio, ed oggi mi capita di essere riconosciuto quando sono in giro. Anche sul fronte professionale la mia vita è cambiata, pur mantenendo gli obiettivi originali, perché all’inizio ho dovuto abituarmi ad interagire con tante persone, e nei primi momenti è intimidente, perché hai paura di dire una cosa sbagliata, ma poi mi sono abituato. E poi ci sono… tanti media. All’inizio c’è sempre un po' di soggezione, è stato così anche quando sono arrivato in Alfa Romeo, ma la squadra era più piccola e mi sono ambientato subito, mentre in Ferrari è stata un’altra storia. Nelle prime gare non ho osato dire cosa avrei voluto, cercando di adattarmi alla monoposto e mi è sembrato giusto farlo. Poi gara dopo gara ho visto che anche la squadra era ben disposta nel cercare di venirmi incontro, così ho colto l’opportunità per dire cosa avrei voluto, e abbiamo lavorato insieme in quella direzione. È stato uno step molto positivo. Se non hai la relazione giusta con i tuoi tecnici è un problema, devi essere sintonizzato completamente con chi lavora per te. Ho cambiato l’approccio nella mia testa. Prima davo sempre il 100%, in ogni situazione, ma quando sei sempre al limite ragioni di meno. Adesso uso la Q1 e la Q2 per prendere le ultime informazioni, verificando in ogni curva se c’è qualcosa da limare, e poi provo a mettere tutto insieme nella Q3. Siamo tutti sorpresi nel vedere il grande passo avanti che abbiamo confermato nelle ultime gare. La squadra a Maranello ha fatto un lavoro assolutamente incredibile. A Monza è arrivata la power unit (spec 3) che ha confermato un grandissimo lavoro, ed anche il pacchetto aerodinamico portato a Singapore ha fornito dei grandi risultati, superando anche le attese. È il frutto di un lavoro fatto nel buon ambiente che si vive nel team, con Seb condividiamo tutte le informazioni e questo è un elemento importante. Ho sbagliato e non mi spaventa, a Singapore eravamo primi e secondi, però io con l’adrenalina ho esagerato un po'. La mattina mi alzo e penso a vincere, vado a letto la sera e penso a vincere, e quando sono in monoposto non posso che pensare a vincere, e con l’adrenalina a Singapore ho parlato troppo, anche quando non era necessario farlo. Il datemi tutto? Volevo vincere, ma non avrei preso dei rischi che avrebbero potuto mettere a rischio il risultato di squadra, questo era ben presente nella mia testa. Dietro quel messaggio c’era la mia voglia di far bene. Io voglio battere Seb, e Seb vuole battermi, ma gli interessi della squadra nel suo insieme hanno la priorità. Ci vuole sempre un compromesso."

F1 Web Tv
Sezione: News / Data: Ven 04 ottobre 2019 alle 00:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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