La Formula 1 si sta confermando come uno degli sport in cui i protocolli Covid stanno funzionando al meglio. Un solo positivo che non ha provocato l'effetto domino e le bolle che si spostano in tutta Europa, che presto si sposterà in Asia, stanno funzionando. Ad AS, Bruno Famin, direttore delle operazioni sportive FIA e responsabile del protocollo di protezione relativo al Covid-19, ha spiegato il lavoro che stanno facendo: "Anche durante il periodo di lockdown, l’obiettivo era di tornare a correre in F1 e anche in altri campionati. Ci vuole molto tempo perché devi scambiare conoscenze con gli specialisti, e devi farlo in modo pragmatico. Devi gestire un rischio. Facciamo tanti test, ma sappiamo che la loro affidabilità, pur essendo molto alta, non è al 100%. Ci sono molti punti su cui lavorare a fondo: che tipo di test, quale frequenza, come isolare il paddock, come organizzare le aree ad alta densità. Siamo partiti da zero, e poi questi concetti sono stati affinati nel tempo. Ci sono volute settimane. Sembra un protocollo esaustivo, ben congegnato, ma alla fine è anche semplice. Oggi se c’è un caso, identifichiamo i contatti e li isoliamo. Le persone ci dicono con chi hanno cenato, con chi condividono la stanza. Il rischio è che alcuni, per proteggere il bene delle squadra, non dicano tutto. Finora l’abbiamo gestita bene perché le persone nel paddock sono molto professionali e coscienziose. Le squadre hanno un atteggiamento molto positivo. Proteggono la loro gente ma anche il loro sport. Grazie al buon lavoro di team, fornitori, FOM e FIA, insieme agli organizzatori e alle autorità locali, che sono molto importanti, penso che fino a oggi possiamo ritenerci soddisfatti. Ma il rischio zero non esiste, insisto. È come un fuoco, se lo spegni all’inizio è facile, ma devi stare attento ogni volta che c’è una luce. La sfida è poter continuare a correre. Potrebbe essere necessario modificare il processo dei test. Noi possiamo solo dimostrare che il protocollo funziona, il resto è nelle mani dei governi. Il virus sarà ancora qui, ovunque. Finché non avremo un vaccino efficace avremo problemi. I test però possono migliorare e così anche i trattamenti. Le cose dovrebbero migliorare, ma siamo tutti convinti che continuerà ad essere un anno con il coronavirus“.

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Sezione: News / Data: Mer 30 settembre 2020 alle 10:47
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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