Il movimento motoristico italiano cala giù tutto il suo potere per cercare di disputare il secondo Gran Premio di Formula 1 in Italia in questo pazzo anno. Sfruttando la necessità di organizzare quanti più gran premi possibili per cercare di perdere quanto meno soldi possibili, l'ACI, insieme alla Ferrari, ha messo sul piatto l'eventuale possibilità di correre di nuovo a Monza, modificando il tracciato, a Imola, dove si è guidato per venticinque anni, o a Mugello, circuiti di proprietà della Ferrari. Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport ci racconta di quante possibilità ci sono affinichè questo accada.

Due gran premi in Italia. Nell’anno più nero della sua storia, che ha già superato quota 70, la Formula 1 scommette sul paese europeo più colpito dal coronavirus. Mentre in serata arriva la notizia che in Gran Bretagna si correrà, essendoci la garanzia di evitare la quarantena obbligatoria, la Fia comunicherà entro il 3 giugno un calendario parziale, con le gare della stagione europea fino a Monza, confermata il 6 settembre. Non era scontato perché l’obbligo di correre per ragioni sanitarie a porte chiuse ha costretto a riporre in un cassetto il contratto, di 20 milioni di euro a stagione, che consente all’autodromo brianzolo di ospitare la F1 sino al 2024. Niente pubblico significa niente incassi. Ecco l’accordo: l’Automobile Club d’Italia si accolla tutti gli oneri di organizzare l’evento, Liberty Media non pretende il pagamento della quota e concede un modesto contributo (1 milione di euro) permettendo all’autodromo di gestirsi una quota di proprie sponsorizzazioni durante l’evento. […] Nei piani di Liberty si sarebbero dovuti disputare il GP di Russia e il recupero di Baku, magari in sostituzione di Singapore che non intende correre a porte chiuse. Se Sochi ha qualche chance, Baku assai meno, perché un GP cittadino senza pubblico non avrebbe senso. Da qui l’offerta dell’ACI. Per Sticchi Damiani si sta lavorando a una seconda corsa in Italia, mettendo sul piatto, oltre a Monza, anche Imola e il Mugello. Se Silverstone potrebbe introdurre modifiche al tracciato per movimentare il secondo GP, Monza questo non lo può fare. E questo rafforza l’idea di una seconda tappa in Italia ma su un’altra pista. A Imola che dal 1981 al 2006 ha ospitato la gara intitolata a San Marino; o il Mugello, di proprietà della Ferrari che potrebbe consolarsi dalla mancata disputa della tappa iridata delle due ruote, allestendo per la prima volta un Gran Premio dopo aver ospitato test e un paio di presentazioni. Un derby dell’Appennino. Il Mugello pare in vantaggio perché Liberty non intende autorizzare alcun GP aperto al pubblico, ed è più facile sorvegliare Scarperia piuttosto che il Parco delle Acque Minerali o la collina della Tosa dall’assalto dei tifosi.

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Sezione: News / Data: Mar 02 giugno 2020 alle 10:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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