Una F1 senza battaglie: la critica del pilota britannico
Dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, George Russell non ha nascosto la sua delusione per lo stato attuale della Formula 1. Il pilota della Mercedes, giunto sesto al traguardo, ha parlato apertamente di una categoria in cui le emozioni durano “fino alla prima curva”. Secondo lui, le gare sono ormai troppo lineari: “Non c’è degrado degli pneumatici e tra le vetture di testa ci sono solo pochi decimi di differenza”, ha spiegato. Russell ha vissuto sulla propria pelle la frustrazione di non poter reagire: partito quarto, si è visto superare da Hamilton e Piastri senza più possibilità di contrattaccare. Per il britannico, il problema principale è che senza differenze di rendimento tra le gomme, mancano i presupposti per sorpassare. “Oggi non vediamo più gare a due soste, e questo toglie gran parte dello spettacolo”, ha sottolineato.
Il dilemma Pirelli e l’equilibrio impossibile
Russell, pur criticando la situazione, ha evitato di puntare il dito contro Pirelli. Il costruttore italiano, ha spiegato, si trova in una posizione scomoda: quando le gomme si degradano troppo, vengono accusate di rovinare le gare; quando durano troppo, si dice che le corse sono noiose. “Vorremmo pneumatici che permettano di spingere al massimo ma che non durino per tutta la gara”, ha dichiarato, auspicando un ritorno a strategie più dinamiche, con due o tre pit stop. Per il britannico, l’ideale sarebbe un set di gomme che perda prestazione dopo circa 15 giri, costringendo i team a gestire meglio ritmo e strategia. Tuttavia, riconosce che trovare questo equilibrio è estremamente difficile: “Le gomme attuali sono molto buone, ma paradossalmente rendono le gare meno avvincenti.”
Wolff risponde: non tutte le gare possono essere spettacolari
Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha replicato con toni più distesi. L’austriaco ritiene che non si possa pretendere che ogni Gran Premio sia un concentrato di azione. “Come nello sport in generale, ci sono gare più vive e altre più tattiche”, ha ricordato. Wolff ha spiegato che il circuito di Austin, unito alle caratteristiche delle vetture e alle condizioni degli pneumatici, ha semplicemente prodotto una gara con pochi sorpassi. “Il nostro passo era buono, ma restare in scia non bastava per attaccare”, ha ammesso. Il manager austriaco ha però riconosciuto che l’usura minima delle gomme ha sorpreso anche il team, aprendo il dibattito su come restituire imprevedibilità e spettacolo alla Formula 1.
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