Immagini che non dimenticheremo mai, quelle della Haas di Grosjean avvolta nelle fiamme e del pilota francese che scappa da questa lingua di fuoco che poteva spezzare la felicità di ogni appassionato ed imprimere il 29 novembre 2020 nella memoria di tutti. Fortunatamente non è stato così: un ringraziamento alla FIA per aver investito nella sicurezza, un grazie agli steward e agli uomini della Safety Car e della Medical Car, un grazie a Dallara che ha costruito un telaio a prova di fuoco. A Deejay Chiama Italia, l'amministratore delegato di Dallara, Andrea Pontremoli, ha commentato l'incidente del pilota francese: "Il mal di cuore di quei tre minuti dopo l’incidente è stato forte, ero davanti al televisore e ho iniziato a messaggiare tutti. Mi è venuto un tuffo al cuore e poi mi si è liberato quando ho visto Grosjean seduto sulla macchina. Lui poi è un amico, ha sempre corso con noi. Gli avevamo salvato la vita anche anni fa, quando correva in GP2 e aveva avuto un incidente simile. Noi abbiamo dei super computer che calcolano come ‘consumare’ la decelerazione, il telaio si deve rompere in un certo modo. Ho sentito molte polemiche sul fatto che la macchina si sia divisa in due. Ma è studiato che si rompa a metà, che si stacchi il motore – un peso enorme – e la cellula di sopravvivenza rimanga così molto più leggera, con dentro il pilota. Poi il musetto è uno strumento di crash, lungo abbastanza per assorbire le decelerazioni. Infine il guardrail deformandosi ha assorbito parte dell’urto. Non si doveva però aprire così, come una scatoletta”.

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Sezione: News / Data: Mer 02 dicembre 2020 alle 09:29
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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