La Fia ha risposto alle critiche dei vari team di Formula 1 nei confronti dell'accordo segreto tra lei e la Ferrari. Fulvio Solms del Corriere dello Sport, nell'edizione odierna, ha svelato una storia del sottobosco F1. La Mercedes avrebbe un dossier tecnico, nella sua sede di Brackley, riguardante la verità sul flussometro Ferrari.

"Altro che accordo tombale: il comunicato federale di venerdì scorso ha scatenato l’inferno, esatto opposto di quello che era l’obiettivo della Federazione. La lapide ha in realtà chiuso sottoterra la verità scatenando una ridda di ipotesi […] una congiura del silenzio, che oggi spinge a riflettere su quanto era avvenuto nel finale della scorsa stagione […] Verstappen aveva detto una cosa gravissima […] Ci si chiedeva se la Ferrari avesse replicato, ci si aspettava lo facesse la FIA rampognando il ragazzo. Però zero, zitti tutti anche su quel fronte. […] Nei cassetti della Mercedes c’è un dossier tecnico che contiene la verità – qualunque essa sia – su come la Ferrari ha operato con i flussi di carburante. Ogni specifica azione svolta a Maranello e in trasferta, da Monza in poi e dunque nel periodo sotto osservazione, è riportata nel dettaglio. Dati che la Mercedes non ha utilizzato pur sapendo cosa la Ferrari ha fatto sui flussi di carburante, come lo ha fatto, e addirittura chi se ne è occupato. […] La verità, dunque, è a Brackley, non solo a Parigi. […] A comporre il mosaico non può che entrare un’altra tessera: nel varo di quello che sarà il nuovo Patto della Concordia, Mattia Binotto ha fatto inserire una clausola per cui chi è team principal non può entrare nel board di Liberty Media. Ciò ha bloccato le ambizioni di Toto Wolff, il quale l’ha preso come un attacco personale. […] E con questa aria mefitica, vacilla anche la solidità di Binotto. Dovesse emergere la colpevolezza della Ferrari, il primo a farne le spese sarebbe lui".

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Sezione: News / Data: Gio 05 marzo 2020 alle 15:15
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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