La domanda che si pongono in tanti è questa: è giusto cambiare il regolamento a stagione in corso? Una domanda che ci siamo posti già lo scorso anno, quando la FIA prese provvedimenti per limitare lo strapotere della Ferrari in qualifica e in rettilineo. Quest’anno la federazione ha sferzato la principale forza della Mercedes in qualifica, eliminando, dalla gara di Monza in avanti, l’extra boost temporaneo, altresì conosciuto come “Party Mode”, nel motore della Mercedes. In realtà, per essere precisi, la FIA ha imposto alle scuderie, usando una scorciatoia regolamentare per non chiedere a loro il consenso, di usare un’unica mappatura per tutto il weekend per controllare meglio i dati. Effettivamente, però, è stata una legnata allo strapotere di una Mercedes così avanti che servono queste cose qui per arginarla. Quindi, la domanda fatidica si ripropone: è giusto limitare la potenza di una squadra e la sua bravura a generarla per avere una competizione più equa? L’obiettivo di una competizione è vincere e il lavoro che i partecipanti devono fare è quello di mettersi nelle migliori condizioni per farlo. Indiscutibilmente la Mercedes è stata la migliore negli ultimi sette anni, senza alcun tipo di “aiutino” o favore da parte della FIA che, anzi, ha mostrato di battere ancora rosso fuoco durante la contrattazione del nuovo Patto della Concordia.

La Mercedes sta rendendo questo sport noioso. Affermazione convincente, giusto. Ma la Liberty Media, la federazione e tutti i team, compresa Mercedes, hanno stilato un nuovo regolamento, che entrerà in vigore nel 2022, per far partire tutti da zero e dare le stesse possibilità di vittoria a tutti. In parte, la regressione Ferrari ha già dato un antipasto di quello che potremmo vedere dal 2022, soltanto che la Formula 1 vorrebbe trasporlo dal centro griglia alla testa. Per questo, in attesa del nuovo regolamento, la FIA sta lavorando per portare più equilibrio, eliminando un grande punto di forza della Mercedes. Però, è come se decidessero, tutto ad un tratto, di alzare anche la pressione delle gomme a dismisura, altro punto debole della Mercedes. La questione è che un regolamento non può evolversi durante una stagione per controbilanciare le carenze di una squadra che non è riuscita a stare al passo della Mercedes. Non è sportivo e non è giusto nei confronti di chi ha avuto le intuizioni giuste. Poi, sicuramente, nell’ottica delle motivazioni della FIA (i motori sono così complessi per poter esser monitorati a dovere) la nuova direttiva ha senso, ma il regolamento dei motori è stato scritto dalla FIA, quindi è come se ti fossi impegnato a scrivere la Divina Commedia ma poi quando un critico ti chiede di farsi spiegare un passo dell’Inferno, te gli dici che è troppo complesso per essere spiegato. La Formula 1 sta lavorando per diventare equa e questo ci piace, ma davvero possiamo permettere che si limiti il grande lavoro ingenieristico di una squadra sull’altare del confezionamento di un prodotto più avvincente?

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Sezione: Editoriale / Data: Dom 23 agosto 2020 alle 10:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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