Inizia la settimana che ci porterà al debutto della Formula 1 nel 2020. Dopo quel pasticciaccio di Melbourne, il Circus si è fermato, ha cambiato, si è evoluto, è partito il mercato, ci sono state dichiarazioni scottanti, alcune attaccate, altre fraintese. Tutto questo per dire che, anche senza gare, la Formula 1 non si è mai fermata, ma ora ritorna come piace a noi. Il rombo dei motori, i semafori che cambiano colori, le bandiere, i sorpassi e le strategie. Tutto senza pubblico in una realtà a cui dobbiamo ancora abituarci. Stagione 2020 che era stata dipinta come lo spartiacque, l’ultima con il vecchio regolamento (causa Covid sarà la penultima, invece), quella con diciotto contratti in scadenza su ventuno. Quindi, ogni pilota ha il suo obiettivo da compiere in questa stagione. Questa è la seconda parte di un articolo gigante (la prima eccola qui) sugli obiettivi dei piloti. Oggi è il turno di Ferrari e del mondo Red Bull.

Red Bull, Max Verstappen —> Vincere il mondiale

Lo stile comunicativo di Verstappen è caustico, secco, lapidario e tante volte arrogante. Per questo, il suo obiettivo è senza fronzoli, vincere il mondiale e imporsi come campione del mondo. È il suo obiettivo da quando è entrato ancora minorenne in Formula 1 e tutte le mosse della Red Bull sono state fatte in funzione di ciò. Allontanare Daniel Ricciardo, cambiare il fornitore del motore, cambiare ripetutamente il compagno e, soprattutto, plasmare il calendario del prossimo mondiale affinché l’olandese abbia più chance di vittoria possibile. In Austria vince da due anni e ci sono due gare, in Ungheria ha sfoderato una prestazione da panico e solo una magata di Hamilton gli ha tolto la vittoria, a Silverstone ci sono margini di miglioramento e bisogna trovare ritmo in Belgio e in Italia. Il motore Honda è cresciuto a dismisura nel finale della scorsa stagione e la Red Bull tende a partire lenta. Che la pausa abbia cancellato tutto ciò e reso Verstappen pronto per il titolo? Da venerdì avremmo risposte migliori.

Red Bull, Alexander Albon —> Sfruttare l’onda regalata da Verstappen

Lavorare in silenzio, seguire le indicazioni della scuderia, sfruttare ogni opportunità possibile che gli si presenti e non dare fastidio al campioncino di casa. Alexander Albon ha vinto la Royal Rumble tra gli altri tre piloti Red Bull per guidare la macchina ufficiale. Ha sfiorato un podio meritatissimo in Brasile (podio ottenuto, invece, da Pierre Gasly), ma in sostanza ha dato molto più supporto lui che il declassato Gasly. Spunti più interessanti sul giro secco, un coraggio interessante nei sorpassi, ricordiamo quello su Vettel sempre in Brasile, una capacità di sfruttare gli errori di chi gli sta davanti. Rapida la scalata del rookie anglo-thailandese, questa stagione è per lanciarsi definitivamente nell’empireo, andando a podio, cercando anche di vincere magari e rendere la Red Bull la seconda forza del mondiale.

Ferrari, Charles Leclerc —> Reggere la pressione di #EssereFerrari

Un anno per rivoluzionare e sovvertire. Ora, Charles Leclerc, investito di tutto ciò che significa essere il volto della Ferrari, deve dimostrare di saper reggere la pressione di essere la-prima-guida-Ferrari. Sarà in grado, la SF1000, di lottare per le prime posizioni? Leclerc ha mostrato tutte le caratteristiche per essere un pilota generazionale, dalle qualifiche, al coraggio, ai sorpassi creativi, alla gestione delle gomme, fino alla lotta corpo a corpo. Serve una macchina in grado di farlo lottare con i primi della classe. Le piste sono Ferrari-style e, quindi, se la SF1000 fosse competitiva, Leclerc potrebbe essere la sorpresa. È diventato sempre più padrone della scuderia, indicando anche il compagno per il prossimo anno, ha fatto comparsate in Tv (spiegandoci come si cucina la carbonara), ora bisogna tornare in pista. E possibilmente vincere, sempre se la macchina sia in grado.

Ferrari, Sebastian Vettel —> Sabotare i piani della Ferrari

Vettel non vuole essere il secondo di nessuno. Questo è stato il messaggio mandato alla Formula 1 con il rifiuto della seconda guida Ferrari, ma non c’è una scuderia di alto livello pronto ad accoglierlo come primo pilota, a meno che Hamilton si ritiri improvvisamente. Ma questi sono i piani per il 2021, per il 2020 c’è ancora l’ultimo ballo con la Ferrari che si prospetta frizzantino. Solo a Maranello conoscono le reali potenzialità della SF1000, ma le gerarchie sembrano chiare: Charles Leclerc per i prossimi dieci anni. Vettel potrà solo provare a sabotare questo piano, cercando di imporsi, di lottare e di mostrare ancora il suo talento. Vi ricordate la Russia del 2019? Ecco, potremmo rivedere situazioni simili. Scommettiamo sull’orgoglio tedesco per tornare a splendere.

Alpha Tauri, Danil Kvyat e Pierre Gasly —>  Uscire dalla gabbia Red Bull

Essere piloti Red Bull ti dà tantissime chance all’inizio della tua carriera, ma rischia di farti impantanare se non riesci a superare lo scoglio del team satellite. Il destino di Kvyat e di Gasly è simile: buonissimo esordio in Toro Rosso, parentesi più o meno convincente in Red Bull, fagocitati da Verstappen e ritorno solitario a Faenza. Ora, con l’Alpha Tauri, si sta cercando di dare una pari dignità anche al secondo team. Il talento c’è tutto, Kvyat e Gasly sono stati gli unici, insieme a Carlos Sainz, a conquistare un podio al di fuori dei Big Three. La Tauri è sembrata competitiva a Barcellona, ma fino a che punto? Se fossero ad alti livelli, la Red Bull potrebbe usare anche loro per favorire i propri piani? É ora che Kvyat e Gasly capiscano che per andare avanti in Formula 1 serve correre sulle loro gambe. Usare il trampolino Red Bull per andare altrove e spiccare il volo. Proprio come Carlos Sainz.

Alfa Romeo, Kimi Raikkonen —> Guidare, divertirsi, infrangere record

L’ultima stagione di Kimi Raikkonen in Formula 1. Infrangere record, guidare e divertirsi. Negli ultimi anni, abbiamo visto The Iceman sciogliersi, farci conoscere la sua vita privata, la sua attitudine ai party alcolici e anche la sua pura passione per la corsa, vista in Alfa. Nonostante una stagione che si preannuncia complicata, potete giurarci che il campione del mondo strapperà punti in maniera inaspettata. Dieci Gran Premi di distanza da Rubens Barrichello, teoricamente in Portogallo ci sarà l’aggancio e poi, in sede da destinarsi, il sorpasso. Grazie Kimi, grazie mille.

Alfa Romeo, Antonio Giovinazzi —> Restare in Formula 1

Giovinazzi è, forse, il pilota più a rischio Formula 1. Il posto gli è stato garantito dalla Ferrari Driver Academy, che, però, ha tre talentini da far crescere che ora stanno in Formula 2. Per questo, Giovinazzi deve dimostrare di avere il talento per rimanere nel Circus. Il finale di stagione del 2019 è stato positivo e ha alzato le possibilità del pilota pugliese, ora serve una stagione completa per far si che l’Alfa continui a puntare su di lui. Spesso e volentieri si è piazzato bene in qualifica, ma l’approccio alle gare spesso l’ha penalizzato. Servirà maggiore costanza, più forza negli uno contro uno e anche un grande aiuto della macchina che potrebbe essere una delle peggiori.

Haas, Kevin Magnussen —> Non deprimersi

Dal fulminante esordio in Australia nel 2014, Kevin Magnussen si è depresso sempre di più. L’ultima stagione dell’Haas è stata desolante, senza una visione, senza un futuro e i due piloti si sono, per forza di cose, incartati su sé stessi. Non è mai sbocciato il talento danese, che puntava alla Ferrari nel 2021, ma la svolta presa dalla Haas, dopo un ottimo 2018, è stata davvero pessima. La Haas si preannuncia essere una pessima macchina e abbiamo visto avvilupparsi su sé stessa più che svilupparsi negli ultimi anni. Magnussen ha l’aggressività, il coraggio e il piede folle in qualifica per poter affermarsi in Formula 1, ma forse non ci sono sedili disponibili per lui in un futuro vicino.

Hass, Romain Grosjean —> Non volare sulla testa altrui

Un pilota dal grandissimo talento, ma che, da alcuni anni, fa sempre più fatica. Come rivelato nella prima stagione di Drive to Survive, è andato dallo psicologo in seguito agli incredibili, e fortunati, incidenti in cui è rimasto invischiato. In casa Ferrari, il suo nome è associato al pazzesco volo fatto sulla testa di Fernando Alonso nel 2012 a Monza e non gli ha permesso di vincere il mondiale. Il pilota francese sempre ormai alla frutta da anni e questa potrebbe essere davvero la sua ultima stagione. Si pensava che dopo gli scontri fratricidi dello scorso anno, Gunther Steiner potesse virare su Nico Hulkenberg, invece ha rinnovato una lineup che non ha dato grandi certezze nell’ultimo periodo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 30 giugno 2020 alle 12:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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