Il giovane campione italiano Mattia Furlani – fresco di titolo mondiale nel salto in lungo e già protagonista di una stagione 2025 ricca di soddisfazioni – ha recentemente rivelato un lato sorprendente della sua personalità: è un appassionato di Formula 1. In un’intervista ha raccontato come la velocità e l’adrenalina della F1 lo carichino e lo ispirino nei suoi allenamenti e nelle sfide atletiche, mostrando che la passione per lo sport di alta performance può trascendere i confini delle discipline.
Da atleta a tifoso: come la F1 lo ispira
Nella chiacchierata con La Gazzetta dello Sport, Furlani ha ammesso che tra i regali di Natale ha trovato oggetti legati alla F1, modellini di monoposto e videogiochi, che testimoniano il suo forte interesse per il motorsport. “La velocità mi esalta”, ha detto, spiegando che guardare le gare e seguire il percorso dei piloti gli dà energia positiva e motivazione extra. Inoltre, ha confessato di essere tifoso di Kimi Antonelli, giovane talento emergente nel Circus con cui si scambia spesso complimenti e messaggi, a riprova di come lo sport motoristico lo abbia conquistato profondamente. L’idea di guardare la F1 gli permette di “staccare” mentalmente dagli allenamenti, pur mantenendo alta la concentrazione sugli obiettivi principali della sua stagione.
Le lezioni della pista applicate alla pista di atletica
Furlani trae dai Gran Premi e dai protagonisti della F1 elementi che trasferisce nei suoi ritmi di preparazione: disciplina, gestione della pressione e analisi dei margini di miglioramento quotidiano. Così come in F1 la ricerca del decimo di secondo può cambiare l’esito di una gara, anche nel salto in lungo ogni centimetro conta, e l’attenzione al dettaglio diventa fondamentale. La mentalità dei piloti – lavoro di squadra, preparazione meticolosa, snellezza mentale nei momenti topici – lo stimola ad adottare un approccio altrettanto rigoroso nei suoi programmi di allenamento e competizione. Le corse, con i loro ritmi serrati e le strategie complesse, gli offrono un “terreno mentale” dove affinare la concentrazione e la resilienza, qualità che in atletica possono fare la differenza nei momenti decisivi.
Se in pista Furlani mira a superare gli 8 metri e mezzo e puntare sempre più in alto nel 2026, nel “paddock virtuale” della F1 trova un’ispirazione continua che lo accompagna fuori dalla sabbia della buca di atterraggio e dentro la sua routine quotidiana di campione.
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